mercoledì 14 gennaio 2015

La Spezia 1ª Città Vegan in Italia !!!


Lo so, lo so è un’affermazione forte, un po' di parte e tutta da dimostrare, ma considerando che media blasonati e riconosciuti sparano notizie molto più sensazionali basandole su fonti altrettanto soggettive ed opinabili, perché biasimare noi?  J

L’affermazione “La Spezia 1ª Città Vegan in Italia” per percentuale di Vegani sulla popolazione totale comunque non è del tutto infondata, anzi è stata elaborata in base a dati statistici trasparenti e verificabili, infatti le fonti a cui facciamo riferimento sono i dati ISTAT (per la popolazione cittadina) ed il social network più famoso.

Conoscete tutti facebook, vero? E saprete anche che si stanno formando tanti gruppi cittadini di simpatizzanti Vegan… certo lo so non tutti quelli iscritti a questi gruppi sono vegani al 100% e non tutti sono strettamente di quella città, ma questo vale per tutte le città, quindi perchè essere pignoli? J

… ma passiamo ora ai dati:
Percentuale di VEGAN (e simpatizzanti) sull'intera popolazione per città.
Nome Gruppo/Pagina Iscritti Città Popolazione    %
La Spezia Veg 1.031 La Spezia 94.535 1,09%
VEGAN LECCE 928 Lecce 93.302 0,99%
Bergamo Vegan 1.091 Bergamo 118.717 0,92%
Lucca Vegan Friends 556 Lucca 89.204 0,62%
NovaraVeg 650 Novara 104.736 0,62%
Verona Vegana  1.101 Verona 259.966 0,42%
FERRARA VEG 539 Ferrara 133.423 0,40%
Vegetariani e vegani A Bari e provincia 993 Bari 322.751 0,31%
Vegani e vegetariani di Livorno 430 Livorno 160.512 0,27%
Vicenza Vegan - Città e Provincia 302 Vicenza 113.655 0,27%
Vegetariani e vegani pescara 316 Pescara 121.325 0,26%
Vegetariani Vegani Avellino 143 Avellino 55.249 0,26%
Vegetariani e Vegani Reggio Calabria 475 Reggio Calabria 184.937 0,26%
Vegani e vegetariani a Brescia 495 Brescia 193.599 0,26%
Vegan Città di Latina - il forum 299 Latina 125.375 0,24%
Vegani a Milano 3.080 Milano 1.324.169 0,23%
I Vegani di Salerno e provincia. 276 Salerno 133.885 0,21%
Vegan Parma 367 Parma 187.938 0,20%
Essere vegani a Padova 406 Padova 209.678 0,19%
Tutti i Vegetariani e Vegani di Torino 1.688 Torino 902.137 0,19%
VEGETARIANI & VEGANI DI NAPOLI 1.820 Napoli 989.111 0,18%
Vegetariani&Vegani di Taranto 367 Taranto 203.257 0,18%
Vegani a Cagliari 264 Cagliari 154.019 0,17%
Vegetariani-Vegani Ravenna 269 Ravenna 158.784 0,17%
Vegan Perugia 280 Perugia 166.030 0,17%
Vegani Caserta e provincia 116 Caserta 77.099 0,15%
Vegan e Vegetariani di Brindisi Puglia 131 Brindisi 89.165 0,15%
Roma Vegan 4.050 Roma 2.863.322 0,14%
Firenze Vegan 484 Firenze 377.207 0,13%
Vegan a Messina 289 Messina 241.997 0,12%
Vegani Catania 332 Catania 315.576 0,11%
VEGANI E VEGETARIANI DI BOLOGNA E PROVINCIA 378 Bologna 384.202 0,10%
Veg-Foggia 137 Foggia 153.143 0,09%
Vegani siracusa 103 Siracusa 122.304 0,08%
Vegetariani & Vegan di Palermo 525 Palermo 678.492 0,08%
Veg Genova 197 Genova 596.958 0,03%

Non vi scoraggiate per le percentuali molto basse, sarebbe stato più corretto confrontare il numero degli iscritti ai gruppi con la popolazione cittadina iscritta a facebook e non a quella totale, ma questo dato non è a nostra disposizione.

Consentiteci dunque di gongolare per questo titolo autoconferito, nella speranza che presto venga smentito … si avete letto bene speriamo che presto venga smentito, che Spezia non sia la prima Città Vegan italiana, perché questo vorrebbe dire che ci sono una o più città che magari per altri censimenti o canoni (numero di locali, numero di eventi, numero di ristoranti pro-capite etc..) hanno maggiori meriti per essere insigniti di questo titolo e ciò significa che lo stile di Vita Vegan sta prendendo piede non solo a Spezia ma in tante altre città e magari in tutta Italia ed oltre…

Dunque cosa aspettate a smentirci … la vostra città in cosa è la nr. 1 Vegan in Italia?


GO VEGAN … a Spezia, in Italia e nel Mondo J

Felice Vita
Salvo

giovedì 8 gennaio 2015

La mia scelta Veg


Una scelta etica, ambientalista, salutista …
 
Cosa viene prima?
Cosa è più importante?
E’ fondamentale rispondere a queste domande?


Separare le motivazioni di una scelta e dargli una priorità è come voler scegliere cosa sia più importante per un fiore tra: la terra che lo nutre, il sole che lo illumina o l’aria che lo accarezza.

Decidete voi l’ordine e la priorità, a me provocatoriamente verrebbe da dire che quando c’è la salute c’è tutto, però per salute non dobbiamo intendere solo la nostra ma anche quella dei nostri amici umani e non-umani e dell’ambiente in cui viviamo.
 
Che vita sarebbe se noi stessimo bene in salute, ma vivessimo in un mondo malato e pieno di sofferenza?

Una scelta consapevole non può prescindere da nessuna motivazione. Tutto è collegato, tutto è uno.


Possiamo partire per un motivo o per un altro, seguire la strada principale o un sentiero tortuoso, procedere spediti o lentamente … L’importante però è la meta del nostro viaggio.

Solo quando fonderemo insieme la compassione, la consapevolezza e l’amore per noi stessi e per gli altri, capiremo che semplicemente siamo una cosa sola. Cominceremo veramente ad evolvere ed inizieremo finalmente a vivere.

Felice Vita Vegan
 


sabato 3 gennaio 2015

La scelta fruttariana. Vivere di sola frutta?

di Giovanni Torraco
Se gli occhi sono lo specchio dell’anima, la pelle è lo specchio dei vasi sanguigni.
La pelle è forse la componente più evidente di una persona che segue un’alimentazione corretta, fatta di vita, di frutta e verdure crude soprattutto. Alla base ci sono molte ragioni scientifiche che evidenziano come una pelle sana ed elastica derivi dal consumo più o meno abbondante di frutta. La pelle è anche il primo schermo fisico verso stimoli potenzialmente negativi (antigeni), dotata di un sistema immunitario molto efficiente.
Se volete conoscere la salute di una persona, quanta frutta mangia quella persona, guardate la sua pelle.
Tuttavia questo articolo non ha lo scopo di parlare della pelle, ma delineare un quadro generale su una ulteriore, se vogliamo più avanzata, fase di consapevolezza alimentare.
Oggi giorno viviamo nel pieno della rivoluzione vegan: sempre più persone prendono coscienza che un’alimentazione composta di cibi animali e di loro derivati è deleteria per la nostra salute e responsabile, direttamente o indirettamente, dell’insorgenza di numerose malattie.
Un’alimentazione vegana, ben bilanciata e ben programmata nel senso di prevedere abbastanza frutta e verdura cruda, è un’ottima alimentazione che ci mette al riparo da numerosi problemi di carattere patologico. Tuttavia non sono solo i cibi animali a crearci problemi. Sappiamo che anche molti prodotti industriali, dolci, dolcificanti, bibite zuccherate, alcool e via dicendo possono essere altrettanto tossici per la nostra salute.
Un vegano che è attento alla propria alimentazione eviterà per quanto possibile questo genere di alimenti e prediligerà, come di consueto, una vasta gamma di cereali, legumi e semi abbinata ad un consumo abituale di frutta e verdura preferibilmente crude.
Questa è in sostanza la dieta vegana: un tipo di alimentazione attenta ai prodotti vegetali che ha escluso totalmente ogni prodotto di origine animale.
Ma perché alcune persone allora aumentano il consumo di frutta, diventando fruttariane-crudiste o addirittura fruttariane al 100 %?
I motivi che conducono a questa scelta possono essere diversi ma esiste una profonda linea di demarcazione che separa due tipologie totalmente diverse di alimentarsi: mangiare alimenti vegetali, mangiare alimenti specifici.
Il cibo-specifico è quel cibo che si sposa perfettamente alle caratteristiche di una specie.
Ogni animale è costretto nella scelta del proprio cibo attraverso le proprie caratteristiche esterne e fisiologiche: artigli, denti, sapore, gusto ecc.
Un leone non sarà in grado di procurarsi e mangiare cereali e piccoli semi, così come una giraffa non possiede alcuna caratteristica che gli permetterebbe di cacciare prede più piccole, strappare con i propri denti le carni ed ingerirle.
Se guardiamo il becco di molti uccelli, capiamo perfettamente che esso è quasi sempre fatto per afferrare piccoli insetti, semi o chicchi di cereali e non per strappare carne o interiora di animali terrestri.
Ogni essere vivente si è evoluto ed è sopravvissuto, nel tempo, attraverso l’utilizzo delle proprie caratteristiche individuali per procacciarsi il cibo. Le aquile non hanno sviluppato gli artigli per cacciare, ma cacciano perché la natura ha dato loro gli artigli (insieme naturalmente a tutte le altre peculiarità necessarie a questo scopo, come la loro vista acuta).
All’interno di questo quadro si inserisce la motivazione generale per cui un essere umano si nutre di sola frutta: perché è il suo cibo specifico, il suo cibo elettivo.
Non analizzeremo qui la moltitudine di elementi a favore di questa teoria, ma semplicemente diremo che la frutta è l’unico cibo che non ha bisogno di essere cotto, trattato o condito per essere mangiato.
Diremo altresì che nutrirsi di cibi non facenti parte dell’alimentazione specifica, crea un certo numero di problemi.
Se guardiamo agli esseri viventi che ci circondano, notiamo che gli unici ad ammalarsi sono gli umani e quelli domestici a cui diamo da mangiare.
Possiamo ingannare il nostro palato, ma non le regole ferree che la natura ci ha imposto.
In un ambiente senza fuoco, senza coltelli e privo di ogni strumento di costruzione umana, la frutta è l’unico cibo che potremmo procurarci e mangiare.
E’ un salto concettuale non di piccola portata, che si inserisce nel nostro percorso di consapevolezza alimentare.
Mangiare solo frutta, al contrario di quello che si pensa, non da luogo a nessuna carenza nutrizionali.
Se è vero che la frutta è il nostro cibo elettivo, segue che dovrà anche essere un alimento completo. La natura non può sbagliare.
Per cui convincerci del fatto che la frutta racchiuda in sé tutti le sostanze di cui abbiamo bisogno, e nella giusta proporzione, equivale a convincerci che la frutta è l’alimento, l’unico alimento, per la nostra specie.
Ma allora perché mangiamo anche cereali, verdure, semi?
L’uso della nostra intelligenza per la creazione di espedienti atti a rendere molti alimenti commestibili, si rivela essere un utilizzo proprio del nostro organo principale (il cervello) solo se la finalità è la sopravvivenza. A differenza di tutte le altre specie viventi, in passato noi esseri umani abbiamo potuto meglio adattarci a condizioni climatiche difficili in cui la scarsità di cibo vegetale ne era la conseguenza più diretta. Abbiamo creato armi per cacciare, utilizzato il fuoco per rendere appetibili molti cibi tra cui la carne. In situazioni di emergenza, l’essere umano è un organismo formidabile, oserei dire “indistruttibile”.
Anche la coltivazione cerealicola è stata parte di questo meccanismo, laddove esigenze estreme di carestia hanno costretto l’uomo a sviluppare sempre più il suo ingegno.
Ma l’intelligenza è un’arma a doppio taglio: ciò che abbiamo deciso di mangiare per sopravvivere è diventato, in un periodo più o meno lungo, un’abitudine.
Dagli anni 50’ questo modo di procedere ha subito un’impennata di carattere esponenziale: cibi in scatola, conservanti, cottura a microonde, spropositato uso di latticini e uova ecc..
Oggi giorno riusciremmo a rendere commestibile praticamente ogni oggetto che ci circonda, anche un pezzo di plastica!
E’ ancora difficile oggigiorno parlare di come cereali, legumi semi e verdure a foglie possano creare problemi nel nostro organismo. E’ già molto difficile farlo con i latticini e le carni, figuriamoci con riso e patate. Non è mia intenzione farlo.
Questi ultimi costituiscono un’importante fonte di sostanze nutritive e permettono a molte persone di condurre una vita più sana rispetto a quella che prevede l’uso di cibi animali.
La mia intenzione è solamente quella di somministrare quel ragionevole dubbio che dovrebbe aiutarci ancor di più a capire quale cibi preferire per noi e per i nostri bambini.
Possiamo sperimentare su noi stessi come un elevato apporto di frutta e verdura cruda, possa avere benefici per la nostra salute davvero inimmaginabili.
Molti vegani scelgono di aumentare il consumo di frutta e diminuire la cottura di cibi come le verdure.
Più un cibo è naturale, più ci protegge dalle malattie e dall’invecchiamento.
Mangiare crudo significa nutrirsi di vitalità. La cottura altera e distrugge molti elementi essenziali di un alimento, spesso creando fenomeni di tossicità. Il cibo cotto non è riconosciuto dal nostro sistema immunitario, e ciò ha come conseguenza l’attivazione inopportuna di esso.
Non tutti i cibi possono essere mangiati crudi: a volte perché non sanno di nulla (molte verdure a foglie, cavolfiore), a volte perché è impossibile addirittura masticarli (cereali e legumi), altre perché sono troppo tossiche (come alcuni tipi di funghi).
L’unico alimento che non abbisogna di camuffamenti per essere mangiato è, indovinate un po’, la frutta!
La frutta è una rivoluzione che non esaurisce le sue spettacolari conseguenze a tavola.
Già liberarsi di prodotti animali vuol dire migliorare il proprio umore, conoscere meglio sé stessi, sentirsi più puliti.
Mangiare frutta (o comunque prevalentemente frutta) è la chiave di volta della nostra avventura su questo pianeta: riscopriamo ciò che siamo e ciò di cui abbiamo bisogno.
Il nostro atteggiamento nei confronti delle persone e delle cose ne risulta totalmente revisionato.
Aumentiamo la nostra energia, la nostra concentrazione, la nostra voglia di vivere e di amare il prossimo.
I nostri istinti risorgono e ci mettono di fronte una realtà che guarderemo in modo diverso.
Prendendo in prestito parte della teoria relativa alla scienza olografica (che si occupa molto di coscienza ed interazione fra coscienze diverse) possiamo affermare di sentirci tutt’uno con il mondo.
Guadagniamo una visione di insieme della vita, delle strutture sociali, dei problemi e di tutte le questioni che afferisco anche il nostro ambiente lavorativo. Questo ci permette di minimizzare le interferenze e ridurre notevolmente lo stress quotidiano, potendo avere più lucidità e saggezza nelle nostre decisioni.
Le cose materiali ci appariranno meno insignificanti: oggetti come la nostra macchina, vestiti, gioielli e persino la nostra casa appariranno avere meno o nessuna importanza.
La vera forma di libertà sarà data dal numero di cose di cui possiamo fare a meno, anziché dal numero di cose che possediamo.
Da qualunque ottica scegliamo di considerare la frutta, vedremo sempre la vita.
La via fruttariana è un percorso alimentare molto potente per distruggere la possibilità di contrarre ogni genere di malattia.
Nutrire il proprio organismo con il cibo che la natura ha predisposto per noi, è la condizione necessaria per poter disporre di una salute invidiabile.
La natura desidera che otteniamo una genuina rinascita, desidera guidarci verso una risurrezione fisica nel senso più profondo della parola. Prof. Arnold Ehret

Cosa vuol dire fruttariano e crudista?

di Giovanni Torraco
Cosa vuol dire il binomio fruttariano-crudista? Fruttivoro, fruttifero, fruttivendolo, fruttosio, fruttato, vegano, vegetaliano? Quante parole!
Il primo sforzo che è richiesto per avere una maggior comprensione sull’alimentazione umana è diminuire (se non escludere del tutto) la necessità delle definizioni. Alcune di esse potranno essere utili in quanto linea guida iniziale, ma nella pratica nessun animale al mondo utilizza un libretto d’istruzioni o un dizionario per sapere cosa mangiare e cosa non mangiare. Ogni animale, eccetto l’uomo, conosce in modo assolutamente preciso i cibi adatti a lui, in altre parole il cibo specie-specifico.
Le definizioni, in ambito alimentare, sono solo uno strumento atto a lubrificare il nostro quotidiano disaccordo con la natura e il nostro corpo, con lo scopo ultimo e latente di rimandare ad altri la scelta del nostro cibo.
L’analfabetismo alimentare è la vera causa del nostro degrado fisico attuale.
Più che di definizioni, è utile parlare di parole-chiave. Le parole-chiave sono un utile appiglio nella scalata verso una maggior consapevolezza alimentare. Quest’ultima è la più importante fra esse.
La consapevolezza alimentare è un ritorno alla nostra natura essenziale di individui che vivono il pianeta senza distruggerlo, senza procurare inutili danni a sé stessi e alle altre forme di vita. Dire addio ad inutili sofferenze, malattie, raffreddori, acciacchi, decadimenti…è solo un aspetto del ben più ampio spettro di vantaggi che derivano da questo tipo di alimentazione.
Mangiare in modo naturale, attraverso il buon senso e rispettando la logica del modo in cui siamo stati disegnati dalla natura è l’unica arma che abbiamo a disposizione per difendere il nostro corpo dalle malattie e dal deterioramento fisico e spirituale.
Per cominciare, il termine fruttariano fa riferimento ad un animale che si nutre di sola frutta. Il termine fruttivoro (che spesso emerge nel gergo etnologico-alimentare) fa invece riferimento a quegli animali che si nutrono anche di frutta, pur quest’ultima non costituendo l’unico ingrediente della loro alimentazione. In questi termini, siamo tutti fruttivori nel senso che in parte consumiamo o abbiamo in passato consumato della frutta.
Sarà utile conoscere anche i termini vegetariano e vegano, giacché essi sono di sovente impiegati nelle diete e nei percorsi alimentari.
Una persona vegetariana esclude dalla propria alimentazione la carne. Per carne s’intende carne rossa, pollame, pesce, molluschi, artropodi, insetti ecc. In sostanza i vegetariani non mangiano animali.
Una persona vegana invece, è un vegetariano che ha escluso dalla propria alimentazione anche tutti i prodotti di derivazione animale: latte e derivati, uova, miele.
Molto spesso i vegani sono ex-vegetariani: hanno cioè avuto un’alimentazione priva di carni per un certo periodo di tempo e solo successivamente hanno escluso uova e latticini.
Ogni scelta alimentare s’inserisce all’interno di un percorso di consapevolezza, sul cui terreno spesso coesistono motivazioni sia di tipo salutistico sia etico.
E’ più semplice spiegare, almeno all’inizio, il termine fruttariano attraverso l’esclusione di cibi piuttosto che la loro elencazione. Perciò, non rientrano nella frutta: carni e pesci, uova, latte e latticini, semi (come noci, arachidi ecc., erroneamente definiti “frutta secca”), funghi, verdure a foglia, radici, cereali (grano, riso, orzo ecc..), prodotti sintetici come il saccarosio o alimenti che seppur originariamente appartenenti alla frutta hanno successivamente perso gran parte della loro composizione naturale attraverso processi chimici-meccanici, come l’olio di oliva.
E allora cosa dovremmo mangiare? Domanda tipica (e corretta) di chi si affaccia davanti quest’apparente teatro arido e restrittivo senza alcuna speranza di redenzione.
Poiché, come al sottoscritto e ad altri individui che hanno intrapreso questo percorso, questa domanda è stata rivolta molto spesso, potete rimanere tranquilli nella certezza di ricevere di seguito tutte le risposte.
E’ indispensabile innanzitutto sottolineare il fatto che questo tipo di alimentazione non è sinonimo di privazione: un persona fruttariana è una persona che ha impiegato spesso molto tempo (probabilmente alcuni anni) per abituarsi, in modo del tutto naturale, a mangiare solo frutta.
Questa persona ha nel suo percorso sperimentato diverse fasi in cui il suo corpo (per una serie di processi fisiologici) ha di fatto automaticamente escluso determinati alimenti a lui più non congeniali, non specie-specifici. Un fruttariano non è una persona che dall’oggi al domani ha deciso di privarsi di squisitezze come una pizza o una buona pasta al sugo. Affatto. Egli ha semplicemente diminuito in modo del tutto naturale la voglia, l’attrazione e la capacità di fluida digestione per questo genere di alimenti, di fatto non patendo alcuna sofferenza nel privarsene. E’ approdato alla frutta, scoprendo che è l’unico alimento che non provoca alcun danno e campanello di allarme al nostro corpo.
La frutta è un alimento completo, ed è tutto ciò di cui abbiamo bisogno. La frutta contiene tutte le classi di alimenti: carboidrati, proteine, grassi, micronutrienti.
Alcuni fruttariani non hanno tuttavia mai escluso verdure, semi, alcune cotture: ebbene, non si tratta di un aspetto negativo. Ognuno ha un proprio percorso individuale e l’approccio al cibo deve essere prima di tutto una soddisfazione mentale. La maggior parte dei fruttariani sono in realtà prevalentemente fruttariani, laddove il consumo di frutta quotidiano si assesta intorno ad un 80% di sola frutta cruda.
Quindi, invito a non concepire questa scelta come estremista, ma come una lunga e naturale scalata che alla fine si assesta e trova il suo perfetto equilibrio, in sintonia con le proprie sensazioni e gli elementi della natura. Per questo, ben vengano i semi e altre verdure (perché no, anche qualche cereale ogni tanto), se questo ci fa stare bene e ci appaga mentalmente.
Il mondo fatto “di sola” frutta è molto più vasto di quello che normalmente immaginiamo e che comprende centinaia e centinaia di diverse varietà, in altrettante possibili combinazioni che possono essere una vera armonia di sapori per il nostro palato.
A questo punto però è necessario spendere anche due parole per definire l’altro termine, spesso fratello della parola “fruttariano”: crudista.
Il crudismo è uno stile alimentare che prevede l’assimilazione dei cibi così come ci sono stati dati dalla natura, senza la cottura o altri processi distruttivi. I cibi che sono naturalmente essiccati (spesso datteri, fichi ecc.) rientrano in questa tipologia di alimentazione. Anche se la cottura del cibo è un argomento piuttosto complesso e spesso affrontato del tutto superficialmente da chi s’intende di alimentazione, è bene sin da ora tener presente che la cottura dei cibi è forse la peggior manomissione che l’uomo possa arrecare al cibo che sceglie di mangiare. Non c’è danno peggiore che l’uomo possa fare al cibo.
Per crudismo s’intende mangiare, ovviamente, crudo. Tuttavia non è obbligatorio associare il termine a carni, uova o latticini. Sebbene il sushi faccia parte di una non piccola cultura alimentare e sebbene alcune persone scelgano di mangiare carne cruda, il termine crudismo va generalmente inteso come un’ulteriore specificazione di una tipologia alimentare già vegetale-naturale. Verosimilmente è un aggettivo che contagia perlopiù i vegani e i vegetariani. Un vegano-crudista è colui che consuma verdure e cereali crudi in proporzioni significative, generalmente per il 50%. Mangerà, ad esempio, un bel piatto di pasta al pesto (senza formaggio chiaramente), ma quest’ultimo è stato, nel corso della giornata, abbondantemente preceduto e seguito da insalate fatte di ortaggi e frutti crudi.
Quando il termine “crudista” è abbinato ad un’alimentazione fruttariana, lo scopo è semplicemente quello rimarcare il fatto che la frutta è sinonimo di semplicità e che la scoperta del fuoco è stato un evento del tutto irrilevante sotto ogni aspetto.
Fruttariano-crudista è colui che consuma semplicemente frutta, non alterandola.
La questione del biologico e dell’inquinamento non ha alcuna attinenza con il concetto di cibo specifico: la prima regola da seguire è mangiare ciò che è adatto alla nostra specie e solo in seguito potremmo preoccuparci di rendere tale cibo il più pulito e sano possibile.
E’ come possedere un’automobile a gasolio e per sbaglio fare il pieno con della benzina: ci preoccuperemmo più del fatto che la benzina può essere impura oppure del fatto che semplicemente la benzina non è il carburante adatto?
La genetica, al pari delle sostanze inquinanti presenti oggi nei nostri cibi, non è un fattore determinante per l’insorgenza delle malattie.
Per concludere questa breve introduzione, è fondamentale sottolineare che l’obiettivo finale di ogni percorso di consapevolezza è la salute perfetta.
Siamo circondati da catene di ristoranti fast food. Esistono sul pianeta circa cento diete commerciali, siamo inondati da pubblicità di cibo spazzatura e programmi televisivi per perdere peso. E’ più facile trovare un sandwich al prosciutto che una mela.
Le pubblicità di prodotti alimentari per i bambini sono ultra diffuse al giorno d’oggi.
Questo è ciò che gli scienziati e attivisti alimentari definiscono “ambiente alimentare tossico”.
Serve un grande impegno per scoprire i retroscena e scoprire cosa accade davvero dietro il colosso dell’industria alimentare.
“La realtà inesorabile è che oggi certe persone stanno facendo un sacco di soldi vendendo cibi dannosi per la salute. Costoro vogliono che continuiate a mangiare i cibi che vendono, anche se questi vi fanno ingrassare, vi privano di vitalità, accorciano e degradano la vostra vita. Vi vogliono docili, accondiscendenti e ignoranti.” John Robbins, autore di Diet for a New America, Reclaiming Our health e The Food Revolution.

martedì 23 dicembre 2014

Wanted Alive and Happy

Ormai sono sempre più numerosi nella nostra città, il loro “credo” si diffonde a macchia d’olio (rigorosamente EVO) … Sono i Vegani Estremisti … senza nessuna pietà massacrano chili e chili di frutta e verdura ogni giorno mostrando con orgoglio le loro foto-trofeo alimentari sul web.
Vegani Estremisti con il loro Arsenale
Per loro ogni occasione è buona per banchettare e cercare di estendere il loro culto a nuovi adepti, si perché ormai sono una vera e propria setta … setta di Seitanisti ovviamente …

Ma entriamo nel dettaglio e conosciamo qualcuno di loro:
(presto avremo altre foto di questi estremisti con il volto coperto)

Johnny FruitMan è il fondatore del clan e l’organizzatore delle attività estremiste tra cui si annoverano aperitivi, cene ed addirittura conferenze, ha messo su dal nulla un vero e proprio network del terrore … allucinante … Johnny è tra i più estremisti di loro, pensate che mangia solo frutta, forse ritiene anche la verdura un cibo impuro, valli a capire questi estremisti …

Bepi Amore è un altro seguace della frutta, ma non fatevi ingannare dal suo nome, infatti quotidianamente anche lui massacra chili di frutta senza pietà, pensate che recentemente ha acquistato un nuovo strumento di tortura (estrattore) per spremere ed estrarre succhi dalla frutta più succulenta …

Salvo l’integralista invece è un fervente seguace dei profeti Ehret, Campbell e Vaccaro di cui cerca di diffondere la dottrina Vegetale ed Integrale, pronto sempre a nuove invettive contro la farina bianca e lo zucchero bianco (ma perché ce l’ha tanto con questo colore, sarà mica pure razzista?), dice di essere contrario a tutti i cibi raffinati, ma è stato spesso sorpreso a scofanarsi di cioccolato ed altre “droghe” vegetali.

Mary in the kitchen  è una vera e propria spacciatrice di prodotti vegetali, nella sua cucina/laboratorio ci sono sempre nuove ricette e dosi pronte da far assaggiare ai seguaci del culto Vegano e non … probabilmente quello della cucina gustosa è un altro stratagemma per creare nuovi adepti …

Chris il Grafico è responsabile invece di tutte le locandine, copertine e manifesti della propaganda Vegana Spezzina, notizie non confermate dicono che inserisce messaggi subliminali che inneggiano al Veganesimo nei suoi lavori (og nagev, og nagev, og nagev)

C’è poi l’Artista senza nome … con pedigree spezzino e dall’aspetto mite e tranquillo, ma non fatevi ingannare dalle apparenze, infatti pare che anche lei sia ricercata per crimini contro la Fruttalità, le sue vittime preferite sono cachi e fichi che sbrana senza alcuna pietà.
Di lei si sa poco o niente (preferisce l’anonimato) ma si dice che sia il cervello e l’anima del gruppo… la sua immensa cultura (malefica ovviamente) spazia da Zeland a Byrne, da Ehret a Rainville … è un vero e proprio Guru, ma non diteglielo perché con un solo sguardo potrebbe fulminarvi ed infettarvi con il virus v3gan !!!

Ma non finisce qui,  sembra che questo orrendo fenomeno sia in via di espansione anche geografica,  infatti siamo stati informati che stanno nascendo gruppi affiliati in tutta Italia … abbiamo già conferma degli estremisti vegani veterani Nik e Lou che stanno operando nella provincia di Caserta e di Lucky in azione nella zona di Barletta … ma questo è solo l’inizio … seguiranno aggiornamenti …

Sono davvero troppi e non riusciamo a citarli tutti in un solo articolo … tutta gente poco raccomandabile.

Se ne incontrate qualcuno state attenti … potrebbero invitarvi ad un aperitivo e sorridervi … in certi casi potrebbero addirittura abbracciarvi al primo incontro … ma ci rendiamo conto che oscenità!!!

Fate ATTENZIONE dunque,  loro sono dappertutto …. Loro sono in mezzo a Noi …

Firmato U.O.A. – Unione Onnivori Anonimi

Risposte Possibili a Domande Impossibili


Piccolo off–topic  per questo blog in cui mi ero promesso di inserire solo articoli riguardanti notizie Vegan riferite all’area di Spezia, ma credo sia carino trattare quest’argomento che travalica i confini geografici e può essere utile a tutti, anche solo per sorridere.
 
In questo post quindi vi elencherò alcune delle "Domande Impossibili" (dire stupide mi sembrava poco educato J) che talvolta ci vengono rivolte al solo scopo di metterci in difficoltà e cercare di minare delle argomentazioni altrimenti inattaccabili.
 
A tutte queste domande probabilmente non vale nemmeno la pena rispondere perché è un’inutile perdita di tempo e di energia parlare di situazioni ipotetiche e paradossali per giustificare una scelta di vita sana, incruenta ed applicabile con semplicità nella vita quotidiana.
 
Ciononostante ho provato a rispondere in modo Spiritoso e Sereno solo per dimostrare che non esistono quesiti, di nessun genere, capaci di mettere in dubbio il nostro stile di vita.
 
Ecco alcune delle domande …
 
1)    E se ti trovassi su un isola in cui vivono solo animali e non ci sono alberi da frutta  e verdure in genere?

Risp Spiritosa :  Una bella occasione per un bel digiuno terapeutico J

Risp. Semiseria : E gli animali cosa mangiano? Cos’è un’isola di soli animali carnivori/predatori che si mangiano tra  loro? Un’isola così non esisterebbe in natura … ma mettiamo caso che ci trovassimo imprigionati allo zoo nella gabbia del leone e dovessimo scegliere se mangiarlo o essere mangiati e mettiamo che noi scegliessimo (ammesso che ne abbiamo la capacità J) di mangiarlo, questo giustificherebbe chi va al supermercato e compra delle fettine? … non credo.

Ricordo un caso di un incidente aereo in una zona montuosa impervia ed innevata, dove i sopravvissuti non vedendo arrivare i soccorsi e non avendo altre opportunità furono “costretti” a mangiare i cadaveri degli altri componenti dell’aereo, ma questo non fa dell’essere umano un cannibale, inoltre dubito che una volta tornati a casa (quindi in un contesto con tutte le varietà alimentari) quelle persone abbiano continuato a cibarsi di carne umana.
 
2)    Chi salveresti tra un vitellino ed un piccolo umano?

Risp Spiritosa :  Dipende se il piccolo umano sei tu … J

Risp. Semiseria : Perché dovrei scegliere? Quante volte ti è capitato di dover scegliere chi salvare nella tua vita? Questo cosa centra con quello che mangi tutti i giorni? Tu chi salveresti tra un tuo parente ed uno sconosciuto?  … si anch’io forse salverei il mio parente, se fossi costretto e se non ci fossero altre possibilità, ma lo sconosciuto di certo non lo mangerei J
 
3)    Ma lo sai che anche la verdura soffre ?

Risp Spiritosa :  Infatti io mangio solo pietre minerali …

Risp. Semiseria : Si l’ho sentito, si ipotizza che anche le piante e gli alberi “soffrano”, ma direi che c’è qualche differenza tra il sistema nervoso di un vegetale ed  il sistema nervoso nostro e degli altri animali.
 
Comunque in ogni caso devo ammettere che personalmente ancora non sono evoluto fino a tanto … ma mi fa piacere che tu ti ponga certi quesiti, vuol dire che la tua motivazione Etica è più alta della mia, dunque non fermarti ad essere Vegano, diventa Fruttariano !

I Fruttariani mangiano i frutti che sarebbero comunque destinati, una volta maturi, a cadere dall'albero ed alimentare altri esseri viventi e la terra stessa, la quale con il suo seme darebbe origine a nuova vita.

Quindi se mangi un frutto e getti il seme nella terra non fai nulla di diverso da quello che accadrebbe in Natura.

4)    Ma lo sai che i Vegetali sono concimati con lo sterco animale e quindi sono di origine animale ?

Risp Spiritosa :  Quindi secondo questo ragionamento (vegetali=concime=origine animale) i carnivori possono mangiare anche la plastica?  … Perché la plastica è un derivato del petrolio che a sua volta ha origine dai fossili animali (plastica=petrolio=fossile animale) quindi mangiare carne o plastica per te è uguale, giusto?

Risp. Semiseria : non credo sia possibile rispondere in maniera semiseria ad una domanda del genere … J

Sicuramente ci saranno altre domandi “impossibili” che vi hanno rivolto o di cui avete sentito, se vorrete segnalarmele sarò lieto di aggiungerle a queste, in modo da creare una sorta di mini-archivio per riderci su … visto che davanti a certe domande non si può fare altro …

Grazie a tutti e …

Go La Spezia Veg

Felice Vita

Salvo

lunedì 22 dicembre 2014

Il Piccolo Blu di Campiglia diventa il Piccolo Veg ...

 Bell'iniziativa del Piccolo Blu* per l'occasione tinto di verde per la prima cena Vegan-Fruttariana.
Tanti piatti gustosi a cura delle cuoche Gaia Casciari e Marianna Furia.

Le cuoche:
 
I Piatti Vegani:
  
 


 
Tutti molto soddisfatti, devo dire però che noi vegani abbiamo provato un po' di sana invidia per le coloratissime e saporite portate fruttariane servite a Giovanni.
 
I Piatti Fruttariani:
 
 


Ciliegina sulla torta la fantastica vista che si può godere dal Piccolo Blu ... ma facciamo parlare le immagini ...



VIVA LA RISTORAZIONE VEGAN  !!!
 
Felice Vita
Salvo
 
*Piccolo Blu
Piazza della chiesa, 4 - Campiglia (SP)
Tel. 0187 758517
La Locandina dell'inaugurazione:

domenica 14 dicembre 2014

Il Video dell'Aperipappa Veganch'io.

Ecco a voi il Video dell'evento "Aperipappa Veganch'io". 

Conferenza su Alimentazione Vegetale presso la Ludoteca Abygaille a Sarzana a cura della Dottoressa Paola Bevilacqua  (Biologa Nutrizionista) e la testimonianza dei genitori (Valeria ed Enrico) di una bella bimba, Vegana dalla nascita.




venerdì 5 dicembre 2014

Dieta vegana & salute delle donne - Resoconto di Aida Vittoria Eltànin

Breve resoconto della bravissima e preparatissima Aida Vittoria Eltànin (Autrice Vegana dei libri "La salute di Eva" e "La dieta di Eva")  della conferenza Organizzata dall’ Associazione Changing e tenuta a La Spezia presso il Circolo Arci Origami lo scorso 30 Novembre :


LIGURI VEGANI (ed ONNIVORI) all'ascolto !!  
Spero vi siano utili questi link... 
( E spero di riuscire a caricare le foto domani. Oggi ormai ci rinuncio...)
1.https://www.facebook.com/changinglaspeziantispecista 
"CHANGING LA SPEZIA"
Ecco la giovane associazione vegana e antispecista che ha organizzato l'incontro di ieri con me e la nutrizionista Denise Filippin.
Davver
o, davvero, davvero belle persone... bambini compresi!! 
 Una favola... Un concentrato di dolcezza, generosità, gentilezza e passione tutto insieme in pochi (ma buoni) soci: Anna Spina, La Paola & Company bella 
Spero che possiate unirvi a loro, perchè da quello che ho visto e capito, c'è davvero tanto da fare a La Spezia per aprire gli occhi sugli orrori degli allevamenti e sulla bontà della dieta vegana...

2. https://www.facebook.com/ArciOrigami?fref=ts 
Il circolo ORIGAMI è uno dei pochi (se non l'unico) dove si può mangiare vegetariano e vegano a La Spezia. Il cibo era squisito, e spero di caricare le foto dei bellissimi piatti appena possibile. Non lo dico per dire, era davvero tutto buonissimo.
Il risotto con pere e radicchio era super.
E la musica che mettono in sottofondo è bellissima...  Grazie davvero di aver ospitato me e la nutrizionista Denise Filippin per la lezione di ieri pomeriggio 

3. https://www.facebook.com/…/Goldenbar-Piccol…/176614312358035
Bar IL PICCOLO PRINCIPE - E' in pieno centro a La Spezia. 
E' bellissimo (guardate il lampadario quando entrate!!) e anche se è un bar "normale", potete fare qui colazione o un aperitivo vegano senza problemi! Stamattina l'associazione Changing La Spezia mi ha offerto qui la colazione con un buonissimo estratto di frutta (super squisito) e una fettona di plumcake vegano all'arancia che era perfetto e ultra abbondante, e mi ha fatto da merenda anche in treno al ritorno!! 


4. https://www.facebook.com/DottssaDeniseFilippinBiologoNutriz…
In Liguria avete la fortuna di avere una bravissima nutrizionista vegana: Denise Filippin! Che ieri ha tenuto una lezione importante sui tanti miti che circondano le diete vegane, senza credo far rimanere più un dubbio su ferro, calcio, omega3, proteine ecc. in nessuno dei partecipanti... 
Denise è di Genova, ma riceve anche via Skype, per chi ce l'ha.
Denise non solo è vegana (e vegetariana da una vita) ma è mamma di bimbe vegane (bimbe piene di energia, sensibili ed intelligenti, che ho avuto il piacere di conoscere ieri) e quindi mi sento di consigliarla veramente alle mamme o donne veg in gravidanza, una categoria di persone che ha più bisogno di sentirsi rassicurata, in un mondo che vi mette un pò tutto/i contro... 
Denise è ultra-disponibile e preparata.
Chi l'ha conosciuta sull'arca e a varie conferenze già lo sa. 
Chi non la conoscesse, clicchi sul link o la contatti via Facebook via messaggio privato.
W LA SPEZIA E LA LIGURIA VEGANA 
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Grazie Aida da tutti Noi <3